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Beeletter di Agosto

P.O.V. – Fatti mandare dalla mamma a prendere un detox

C’è un momento, d’estate, in cui il silenzio dovrebbe farsi largo: quello delle vacanze. Eppure la realtà è che non sappiamo più come si fa a disconnettersi per davvero.

Non lo diciamo noi, lo dice perfino Gianni Morandi, ottant’anni suonati e una vita vissuta ben prima delle notifiche: anche lui, in un video che ha fatto sorridere ma anche riflettere, ha ammesso il bisogno di disconnettersi.

Se persino chi è cresciuto in un mondo fatto di lettere cartacee e telefoni fissi sente il sovraccarico, significa che la questione riguarda proprio tutti. La verità è che non sappiamo più goderci le vacanze, perché il nostro smartphone è ormai diventato un ufficio offline, un’appendice del nostro braccio, come sostiene qualcuno.

Un tempo si lasciava l’ufficio e si staccava, oggi invece il lavoro ci segue in tasca, tra una mail di emergenza, una call al volo e una notifica di Slack sotto l’ombrellone. È come se il concetto stesso di pausa fosse stato cancellato da una cultura che ci vuole sempre produttivi: non appena ci fermiamo, ci sentiamo in colpa.

E allora eccoci lì, a controllare compulsivamente le notifiche anche in spiaggia, a scrollare fino a tarda notte invece di guardare le stelle, a fingere di leggere un libro ma con Instagram che lampeggia sotto l’asciugamano.

Il tutto per fotografare, postare e condividere…

Perché? Perché ormai abbiamo interiorizzato l’idea che se non documentiamo un momento, quel momento non valga. La vacanza esiste solo se diventa un contenuto, il tramonto solo se diventa una storia, come se la vera esperienza fosse quella raccontata online e non quella vissuta davvero.

La scienza ci conferma il paradosso: nel momento stesso in cui immortaliamo un istante di vita, il cervello lo archivia più velocemente, perché sa di poterlo recuperare in futuro. Tradotto: fotografare ci impedisce di viverlo fino in fondo.

#vitalenta, ci piace tanto etichettare così i momenti autentici di vero relax. Ma vale lo stesso se siamo più ossessionati da immortalare quel momento che viverlo? Crediamo di no.

Se ci pensi, i soggetti perfetti per questo tipo di stories sono le vite degli altri, le vite che vorremmo: bambini che giocano al tramonto, anziani che si tengono per mano, panni stesi che si asciugano al lento soffiare del vento.

La cosa che ci sta sfuggendo di mano è, forse, che dovremmo essere noi i protagonisti di questo vivere lento. E allora proviamo a invertire il punto di vista e giriamo la camera verso di noi, in senso metaforico si intende eh!

Notifiche, mail, contenuti, likes e non dimentichiamoci di WhatsApp. “Dai vieni a ballare che è estate”, “Ma come non sei stato a quel festival’?”, “Non ho visto storie, niente vacanza quest’anno?”.

Ed è così che ci sentiamo tutti un po’ Gianni Morandi (oddio non sappiamo se lui le abbia fatte le vacanze quest’estate, adesso andiamo a controllare sul suo profilo) e abbiamo tutti bisogno di digital detox.

Che poi di detox non ha proprio niente, perchè non è una privazione, semmai una riconquista. È passare dalla FOMO (la paura di perdersi qualcosa) alla JOMO (la gioia di perdersi qualcosa).

Perché il bello del non essere connessi è proprio rendersi conto che non stai perdendo nulla: stai semplicemente vivendo.

E se è così difficile staccare, è anche perché i nostri device sono progettati per impedirci di farlo. Le notifiche funzionano come piccole ricompense intermittenti, il feed non finisce mai, i like ci danno micro-dosi di dopamina. Non è solo una questione di volontà, è neurochimica pura.

Ma il nostro cervello, per funzionare davvero, ha bisogno di vuoto e persino di noia. È lì, nella noia, che si accendono le lampadine della creatività, che nascono le idee migliori, che impariamo a osservare.

Per chi lavora nel digital o nella comunicazione, questo dovrebbe essere ancora più chiaro: non possiamo pretendere di generare campagne, strategie e creatività se siamo continuamente immersi in un rumore che ci impedisce di pensare.

Staccare non è un lusso, è un investimento. Non a caso, molte delle grandi idee sono nate lontano da uno schermo: in treno, camminando, sotto una doccia o davanti al mare.

Ma certo, facile a dirsi, non è così semplice. Nella pratica, però, bastano piccoli gesti: tenere il telefono in un’altra stanza durante la cena, attivare una risposta automatica nelle mail, concedersi un paio di ore al giorno di totale offline (prova ad attivare il blocco orario direttamente dal tuo smartphone) oppure provare il cosiddetto digital sabbath – un giorno senza schermi. Non serve sparire: basta ritagliarsi momenti in cui il mondo digitale non entra.

Perché capita, a volte nella vita, che ci siano estati che non sono mai iniziate, momenti o avvenimenti che minacciano di togliere il colore alle stagioni. Ed è proprio per questo che dovremmo imparare a goderci ogni istante di vita vera, anche il più banale.

Forse l’estate non è una stagione, ma un modo di stare al mondo. È il tramonto guardato senza doverlo riprendere (vabbè solo uno scatto perchè è troppo bello!), è il libro letto in silenzio nella natura, è la notte di San Lorenzo a guardare le stelle per acchiappare desideri, è quella risata con gli amici che fa bene al cuore, è la cena in famiglia a raccontare vecchi ricordi e a costruirne dei nuovi…

Lo sappiamo e lo sai anche tu che l’estate dovrebbe durare tutto l’anno, che offline si vive meglio e che la creatività nasce nella noia.

E siamo d’accordo.

Ma dopodomani è lunedì 1° settembre…abbiamo detto tutto!


🎙 Focus: Yell! podcast per “PUG! – Design Fest”

Il consiglio di questo mese è infatti proprio PUG! Il primo festival pugliese
dedicato al Design…in tutte le sue forme

“Al PUG! Design Fest ti immergerai in un viaggio nell’innovazione del design contemporaneo, attraversando installazioni, talk e workshop curati da professionisti e designer emergenti. Scoprirai progetti dedicati a tutte le forme espressive del design: digitale, sociale, sostenibile e artigianale. Un appuntamento unico nel cuore della Puglia, dove creatività e territorio si incontrano”.

Scopri come partecipare all’evento qui

Il 12 e il 13 settembre non riuscirai a prendere parte al festival?

È un vero peccato, ma tranquillo potrai lo stesso vivere l’atmosfera dell’evento e scoprire le storie di speaker e ospiti!

Come?

Preparati ad ascoltare aneddoti, consigli e retroscena del festival nel video podcast di Yell! per PUG! – Design Fest.

Sarà un vero piacere ospitare speaker e appassionati ai nostri microfoni durante l’evento.

Presto disponibile ovunque ascolti e guardi i tuoi podcast!


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Il mood del mese


I fatti nostri 🎙

Questo per noi è stato un agosto un po’ particolare, fatto di momenti felici e altri decisamente tristi. Abbiamo staccato un po’ la spina e abbiamo tentato di dedicare un po’ di tempo a noi (sì stiamo imparando anche noi a farlo pian piano).

Non abbiamo grandi eventi o notizie da comunicarti per questo mese, ma poi alcune cose accadono e succede che, quando si fa un buon lavoro tutto l’anno, i successi arrivano anche quando si riposa.

Ed è così che la nostra Co-CEO Francesca Pedico diventa una Unstoppable Woman! Noi lo sapevamo già quanto fosse inarrestabile, ma quanto è stato bello vederle riconosciuto questo titolo?

Ti stai chiedendo cosa sia Unstoppable Women? È un progetto powered by StartupItalia che da otto anni osserva, ascolta, racconta.

Non una classifica e nemmeno una lista statica: è un osservatorio in movimento. Founder, manager, ricercatrici, creative, non perché “donne”, ma perché portatrici di cambiamento. E accanto a loro uomini, colleghi, alleati: perché la parità non è una battaglia al femminile è una questione di sistema.

Guarda qui la lista completa!


Se sei ancora qui, grazie per aver letto la Beeletter di Agosto.

Byeeeee 🫶

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